Che cos’è il GHS?

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Che cos’è il GHS?

Definizioni

Il GHS – Globally Harmonised System of Classification and Labelling of Chemicals – è il Sistema Globale Armonizzato per la classificazione e l’etichettatura delle sostanze chimiche. Si tratta di uno strumento per la prevenzione dei rischi derivanti da particolari sostanze, miscele e preparati, attraverso la loro classificazione. Ad esempio, una sostanza sarà definita tossica, nociva o non pericolosa in ragione della valutazione del rischio, delle sue caratteristiche e dell’eventuale esposizione e nell’ottica della protezione della salute umana e dell’ambiente. L’etichettatura delle sostanze, invece, consiste in una serie di pittogrammi che rappresentano graficamente la sostanza in termini di rischio per la salute e la sicurezza. All’interno di rombi bordati di rosso, quindi, vi è indicata la natura dei pericoli associati all’uso di una sostanza o una miscela pericolosa. Il GHS, complessivamente, è un vero e proprio regolamento che fornisce raccomandazioni e istruzioni in relazione a sostanze il cui uso è precisamente normato.

Necessità del GHS

Le sostanze chimiche vengono spedite in tutto il mondo, per cui è necessario fare riferimento per l’identificazione, la classificazione, l’analisi dei rischi, lo stoccaggio e le condizioni di trasporto, ad un sistema unico a livello globale, al fine di salvaguardare l’ambiente e ridurre al minimo i pericoli per la salute di persone e animali.

Il GHS è necessario per assicurare l’armonizzazione della classificazione e dell’etichettatura tra differenti Paesi. Esso risponde all’esigenza di avere un’unica codifica in tema di sostanze chimiche e miscele pericolose che sono destinate ad essere utilizzate, spostate, trasportate e commercializzate anche in altri Stati. Ed è per questo che si è deciso di sviluppare un sistema globale armonizzato per la classificazione e l’etichettatura dei prodotti chimici, ad iniziativa delle Nazioni Unite. Il GHS è stato adottato già nel 2002 dal Consiglio economico e sociale (ECOSOC) e sottoposto a revisione nel 2005 e 2007. Essendo composto da una serie di raccomandazioni, a livello mondiale in teoria i vari Paesi possono decidere se applicarlo o no. Ciò non vale, comunque, per l’Unione Europea che ha deciso di renderle obbligatorie integrandole nel diritto comunitario.

Situazione prima del GHS

Prima del GHS i prodotti chimici erano regolati da diversi tipi di classificazione in relazione ai settori interessati e sulla base delle diverse normative di riferimento. Tutto ciò creava delle differenze non giustificate, vista l’ottica comune di proteggere la salute umana e dell’ambiente. Inoltre, non di poco conto erano le difficoltà di comunicazione fra i vari Paesi che dovevano trattare quella stessa sostanza. Il risultato è una grande confusione perché un prodotto che era nocivo per l’EU, l’Australia, la Malaysia e la Thailandia, era tossico per USA, Canada, Giappone e Corea, non tossico per l’India, pericoloso per la Nuova Zelanda e non pericoloso per la Cina. Inoltre, sistemi diversi obbligavano i produttori ad adeguare i sistemi di classificazione a seconda dei Paesi in cui producono o esportano, con una diversa percezione del rischio e del pericolo anche se riconducibile al medesimo prodotto.

Finalità del GHS

Le finalità del sistema armonizzato sono quelle di migliorare la protezione della salute umana e dell’ambiente e di agevolare il commercio internazionale di prodotti e sostanze chimiche, i cui rischi e pericoli siano già stati individuati e classificati a livello globale. Lo strumento GHS rappresenta un sistema internazionale comprensibile di comunicazione che si presta, in modo ottimale, a fornire i criteri di classificazione ai Paesi che ne sono sprovvisti. Ciò si traduce, dal lato pratico, nel fatto che i criteri e i valori che individuano le varie classi e categorie di pericolo sono uguali per ogni tipo di regolamentazione. Contemporaneamente, ogni regolamentazione può decidere di escludere dal suo campo di applicazione, determinate classi e categorie. Quindi, rispetto ai sistemi precedenti, il GHS ha armonizzato i simboli di pericolo, le classi di pericolo, i criteri di classificazione, l’etichettatura e ha provveduto ad adeguare le schede di sicurezza e anche alcuni termini (miscela prende il posto di preparato, classe di pericolo prende il posto di categoria di pericolo, etc.).

Quali paesi utilizzano il GHS?

Tutti i principali Paesi al mondo,  tra cui Australia, Brasile, Canada, Cina, Giappone, Corea, Stati Uniti d’America e Unione Europea, hanno sottoscritto il GHS e questo costringerà nel breve periodo le altre nazioni ad adottare il sistema. L’implementazione del GHS è dunque richiesta dalla legge, ma sebbene il GHS sia uno standard globale promulgato dalle Nazioni Unite, le modalità e i tempi di attuazione sono definiti a livello dei singoli paesi.

 

Quadro normativo e implementazione del GHS

etichetta GHS stampata con RICOH IM C3000

Esempio etichetta GHS stampata con Multifunzione RICOH IM C3000

Il Regolamento GHS è maturato nell’arco di 40 anni ed è solo dal 2009 che il sistema è stato integrato nella normativa che regola il tema dei trasporti nell’Unione Europea. Per quanto riguarda la fornitura e l’utilizzo delle sostanze oggetto del regolamento, già alla fine del 2008 la Commissione Europea adottò il regolamento CLP CE n. 1272/2008 del 16 dicembre 2008, entrato in vigore il 20 gennaio 2009, relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele che modifica e abroga le direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE e che modifica il regolamento REACH, CE n. 1907/2006. Il CLP rimpiazzerà progressivamente la DSP, Direttiva Sostanze Pericolose (67/548/EEC) e la DPP, Direttiva Preparati Pericolosi (1999/45/EC) e dal primo giugno 2015 il CLP sarà l’unica legge valida per la classificazione, etichettatura ed imballaggio di sostanze e miscele.

Va tenuto distinto dal GHS il REACH (Registration, Evaluation, Authorisation and restriction of Chemicals), cioè il regolamento CE n. 1907/2006, del 18 dicembre 2006, che riguarda la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche. Tale Regolamento, infatti, ha istituito l’ECHA, cioè l’Agenzia Europea delle Sostanze Chimiche, ha modificato la direttiva 1999/45/CE e abrogato il regolamento CEE n. 793/93 e il regolamento CE n. 1488/94, nonché la direttiva 76/769/CEE e le direttive 91/155/CEE, 93/67/CEE, 93/105/CE e 2000/21/CE. La maggiore finalità del REACH è quella di migliorare la conoscenza dei pericoli e dei rischi collegati all’utilizzo di sostanze chimiche, sul mercato prima del settembre 1981 e nuove, cioè introdotte sul mercato in data successiva e, contemporaneamente, rendere più competitiva l’industria chimica europea.

In Italia a partire dal 29 marzo 2016, invece, è in vigore il D.lgs. n. 39/16, approvato dal Consiglio dei Ministri che attua la direttiva europea 2014/27/UE sulla classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e delle miscele. L’implementazione nazionale provvede a recepire la direttiva e ad adeguare precedenti direttive al Regolamento GHS. Pertanto, per tutelare la salute dei lavoratori, dei consumatori e dell’ambiente, le imprese sono chiamate a classificare, etichettare e imballare le sostanze e le miscele secondo le nuove regole.

Il Decreto n. 39/16, quindi, modifica in modo sostanziale 3 precedenti provvedimenti legislativi:
– Il Testo Unico di Sicurezza sul Lavoro (D.lgs. 81/2008);
– Il D.lgs. n. 151/01 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità);
– Legge n. 977 del 17 ottobre 1967, in tema di disposizioni in materia di tutela del lavoro dei bambini e degli adolescenti.

2019-03-14T14:51:54+02:00giovedì 14 Marzo 2019|Generale|
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